martedì 2 aprile 2019

L'importante è scrivere

Solitamente, gli insegnanti di scrittura narrativa, e soprattutto la mia, Gemma Piccin, spronano a scrivere: appunti sui dialoghi intercettati al bar o in autobus, caratteristiche particolari di alcuni personaggi, descrizioni dei luoghi in cui ci troviamo, insomma qualsiasi cosa ci venga in mente.



Raccomandano di farlo tutti i giorni, come un esercizio di ginnastica.
Effettivamente, scrivere fa bene!
Soprattutto se usiamo carta e penna. Il tempo speso per vergare le parole consente di riflettere, organizzando meglio le idee.

Poco tempo fa, mentre scrivevo un racconto in brutta copia (rigorosamente a mano altrimenti i pensieri faticano ad uscire) il mio cervello incespicava. L'ispirazione andava a scatti, ricordava l'eloquio di un balbuziente.
La penna seguiva il mio pensiero con un ritmo inceppato, a singhiozzo. Non capivo cosa stesse accadendo.
Ad un certo punto, ho provato a cambiare penna, punta morbida e scorrevole; tutto è cambiato.
Le spalle e il braccio si sono allentati progressivamente e, di conseguenza, anche il movimento della mano. Finalmente il mio essere respirava.
La scrittura è vita, respiro, comunicazione, soprattutto con se stessi!


"Per me, scrivere è viversi, conoscersi, essere archeologi di se stessi. 
Se scaviamo dentro noi stessi, troveremo di tutto: dal criminale al santo, dall’eroe al codardo.”
 (José Luis Sampedro)

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